La scène lyrique autour de 1900

Testi scientifici
Rémy Campos et Aurélien Poidevin
460 pagine a colori (quaderno cucito-incollato)
francese
978 2 913 661 49 3

È intorno al 1900 che la concezione antica della messinscena giunge al suo apogeo. Questo momento coincide con una proliferazione dei documenti (archivi teatrali, stampa, memorie, trattati, cartoline, incisioni, fotografie) che conservano la traccia degli spettacoli lirici. Per quest’opera gli autori hanno reperito il maggior complesso di immagini e testimonianze raccolte finora su tutti gli aspetti della scena intorno al 1900. Questo museo immaginario dello spettacolo vivente non è una semplice compilazione. Esso ci svela anche i retroscena ponendo l’accento sui mestieri dello spettacolo nel loro complesso. Se gli artisti vi trovano naturalmente il loro spazio, v’incontriamo anche coloro che solitamente non vediamo.
Questo nuovo sguardo sulla scena lirica non trascura alcuno dei vincoli che regolano la fabbrica dello spettacolo, tra cui le sfide tecniche, economiche e umane di una produzione operistica che vanno dai sottopalchi alle soffitte, passando per il dietro le quinte e i laboratori per la costruzione delle scenografie. Capiamo quanto le innovazioni tecniche e scientifiche trovino allora applicazione nell’ambito delle arti sceniche.
Sulla scena il cantante è anche attore e proferisce la propria parte come un vero e proprio discorso. È impressionante la persistenza nel teatro delle regole della retorica e dell’urbanità, fino alla vigilia della Prima guerra mondiale. Rimanere in piedi, sedersi, cadere a terra sono azioni determinate dalle buone maniere tanto sociali quanto drammatiche. In compenso il cantante prende l’iniziativa su tutti i movimenti del proprio corpo. Una gran parte del mestiere di artista lirico consiste infatti nel comporre un complesso di gesti ed espressioni fisionomiche tratti da vecchie tradizioni ancora vive. Sulla base della raccolta e analisi di varie centinaia di incisioni e fotografie d’epoca, gli autori hanno ricomposto le infinite combinazioni di gesti espressivi che caratterizzano l’arte del cantante d’opera. Infine, il gesto espressivo e la posa vengono amplificati dagli attori mediante il costume e il trucco.
Il rapporto tra i cantanti sulla scena obbedisce a convenzioni teatrali che i trattati fanno a gara nel descrivere minuziosamente. Così, quando due cantanti dialogano dirimpetto, devono rimanere costantemente di tre quarti, in una posizione innaturale: cantare rivolti alla spalla. In realtà il movimento degli attori sulla scena non deve mai ostacolare l’emissione del testo cantato e la leggibilità del gesto per tutti gli spettatori. Come un pittore compone una tela organizzando linee di forza, così il direttore di palcoscenico dispone gli attori in modo che formino dei veri e propri tableaux vivants. Questi momenti d’immobilizzazione costituiscono il parossismo espressivo delle opere in cui si combinano armoniosamente tutti gli elementi costitutivi del genere. Le relazioni tra pittura e arte lirica non si limitano dunque alle sole scenografie. Tanto che talvolta vengono letteralmente copiate sulla scena opere pittoriche note a tutti.

 

Il volume contiene oltre 500 illustrazioni: incisioni, fotografie a colori e in bianco e nero, riproduzioni di documenti d’archivio ecc.
Due compact disc che includono la registrazione integrale e inedita del primo quadro del terzo atto de I Maestri cantori di Norimberga di Richard Wagner (1944) e un’antologia di arie e pagine sinfoniche tratte dalla medesima opera ed eseguite da Georges Imbart de La Tour, Paul Franz, Marcel Journet, Georges Thill, Gabriel Pierné ecc. (tra il 1908 e il 1935).

Rémy Campos
Rémy Campos coordina la ricerca alla Haute École de Musique di Ginevra e insegna storia della musica al Conservatoire national supérieur de musique et de danse di Parigi. Attualmente sta lavorando sulla storia delle prassi musicali nell’Ottocento e Novecento mediante progetti che portano a collaborare studiosi, musicisti e studenti.

Aurélien Poidevin
Aurélien Poidevin è professore associato di storia all’Università di Rouen e assistente scientifico alla Haute École de Musique di Ginevra. È specialista della storia amministrativa, sociale e culturale dell’Opéra de Paris nell’Ottocento. Negli ultimi anni ha inoltre svolto le mansioni di macchinista al Palais Garnier.

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