Giacomo Puccini et Albert Carré: «Madame Butterfly» à Paris

Testi scientifici
Michela Niccolai
Brepols, 2012
Giacomo Puccini
332 pagine
francese
978-2-503-54761-9

A seguito dell’insuccesso della prima assoluta di Madama Butterfly a Milano (La Scala, 17 febbraio 1904), Giacomo Puccini continua a riflettere per dare una nuova struttura alla sua «tragedia giapponese». Dopo aver approntato varie ‘versioni’, la création parigina di Madame Butterfly fissa un modello per i futuri allestimenti dell’opera sino ad oggi. La collaborazione con Albert Carré, direttore e regista all’Opéra-Comique, è fonte di nuova ispirazione per il compositore, che apporta numerosi cambiamenti drammaturgici e musicali. Il risultato di questa sinergia dipende in gran parte anche della produzione visiva: Carré prepara una messinscena «logica» che interagisce con le pagine musicali seguendo le tendenze più moderne del teatro europeo agli albori del XX secolo. Oltre a un’attenzione minuziosa per i movimenti di scena dei personaggi (sia per i singoli protagonisti che per le scene di ensemble), il regista francese sperimenta una nuova illuminazione scenica. Considerata come una componente spettacolare autonoma, sulla base delle teorie dell’architetto svizzero Adolphe Appia nell’ambito dell’opera wagneriana, la luce fornisce un vero e proprio commento psicologico durante l’intermezzo, sottolineando l’attesa di Butterfly. Questo allestimento, di cui Puccini andava particolarmente fiero, è rimasto all’Opéra-Comique sino al 1972. La consultazione del livret de mise en scène, che testimonia dell’elemento più effimero dell’opera (la componente visiva), presentato in edizione critica e accompagnato da uno studio scientifico che ne sottolinea la perfetta funzionalità rispetto alla musica, fornisce il punto di partenza per riflessioni che si articolano intorno alla pratica scenica parigina, ma che chiariscono anche delle scelte fondamentali dell’elaborazione compositiva di Puccini.

Michela Niccolai
Michela Niccolai, musicologa, ha terminato un contratto post-dottorato all’Université de Montréal (OICRM) con un progetto sugli scritti musicali e sociali di Gustave Charpentier (Vrin, MusicologieS). Ha sostenuto una tesi di dottorato consacrata a questo compositore all’Université Jean Monnet di Saint-Étienne (Francia) in cotutela con la Facoltà di Musicologia dell’Università di Pavia, pubblicata recentemente: La Dramaturgie de Gustave Charpentier, Turnhout, Brepols, 2011 (Speculum Musicae, 17). Sta preparando l’edizione critica delle Mémoires di Charpentier (Symétrie – Palazzetto Bru Zane) e alcune opere collettive: Verdi Reception, con Lorenzo Frassà (Brepols), Beyond the Stage: Musical Theatre and Performing Arts between «fin de siècle» and the «années folles», con Giuseppe Montemagno (Ut Orpheus Edizioni), Orchestral Conducting in the Nineteenth Century, con Roberto Illiano (Ut Orpheus Edizioni), e Gustave Charpentier et son temps, con Jean-Cristophe Branger, (PUSE). Autore di numerosi articoli sull’opera in Francia e in Italia alla fine del XIX secolo, ha fondato, con Rémy Campos e Pierre Sérié, il cantiere tematico di ricerca «Les mises en scène lyriques à Paris (1830-1930)» presso il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française.

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